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"Qualsiasi cammino noi intraprendiamo è nel nome di Cristo"
Grande partecipazione all‘incontro "Come ri-generare l‘adulto alla vita di fede?" di sabato 25 gennaio 2014
I relatori della tavola rotonda di sabato 25 gennaio 2014. Da sinistra: Lucio Turra; Armando Bonato; mons Flavio Grendele; il Vescovo Beniamino Pizziol; Giuseppe e Claudia Possia; Gianni Pillon
I relatori della tavola rotonda di sabato 25 gennaio 2014. Da sinistra: Lucio Turra; Armando Bonato; mons Flavio Grendele; il Vescovo Beniamino Pizziol; Giuseppe e Claudia Possia; Gianni Pillon

Diffondere il messaggio del Vangelo attraverso la testimonianza viva e la propria esperienza di vita. Questo il messaggio lanciato dai rappresentanti dei diversi movimenti cattolici e dal Vescovo Beniamino Pizziol nel corso dell’incontro “Come ri-generare l’adulto alla vita della fede?” che si è svolto sabato 25 gennaio 2014, nella Casa dei Padri Saveriani di Vicenza, in via Trento. «Ciascuno ha un carisma - ha spiegato ai presenti monsignor Pizziol in conclusione della tavola rotonda -, un dono che lo Spirito Santo guida e che è radicato in Cristo. Ognuno di voi è stato sollecitato dalle testimonianze dei doni di Dio in questa nostra città di Vicenza, ma qualsiasi cammino noi intraprendiamo è nel solco di Cristo, inserito dentro una dimensione comunitaria, una caritativa e solidale e testimonianza nel sociale». Ma qual è il tipo di adulto che nella nostra realtà diocesana cerca momenti di riflessione e condivisione?
«L‘adulto si trova spesso in una condizione di uditore in un contesto sempre più secolarizzato - ha detto monsignor Flavio Grendele, delegato vescovile per le aggregazioni laicali -. Infatti, noi continuiamo ad avere un linguaggio sempre più religioso verso adulti che sono fuori da questa lunghezza d’onda». Perciò «la strada possibile è la formazione di piccole comunità, per restituire la Parola e permettere a questi adulti di comunicare il Vangelo attraverso la loro vita, per non vederli solo come genitori». Diversamente è visto l’adulto all’interno del quadro formativo attuato dall’Azione Cattolica diocesana che «sceglie una formazione globale: biblica, catechetica, culturale - ha evidenziato il presidente Lucio Turra -, un cammino che l’adulto deve fare per coltivare la sua fede». La dimensione dell’adulto è «molto complessa, e cela diversi bisogni e richiede a chi formadi tenerne conto nel cammino - ha aggiunto Turra -. La questione della fede è centrale, un tema che ritrovo confrontandomi con i fratelli ebrei a Milano che hanno gli stessi nostri problemi». Si interroga, invece, sugli adulti che hanno abbandonato le loro comunità Gianni Pillon del Cammino Neocatecumenale, che ha raccontato: «Si stanno dedicando ai nuovi valori di questa nostra società. Per vincere questa sfida è necessaria una nuova evangelizzazione, che parta dalla realtà e che si rivolga non solo a chi mantiene la fede, ma anche a chi l’ha persa. Servono testimoni perché esistono ancora esempi di vita cristiana; ciò che può portare l’uomo a credere è la parola di Cristo». Per il Movimento dei Focolari è fondamentale l’incontro vivo tra la persona e l’amore di Dio, come hanno spiegato Giuseppe e Claudia Possia: «L’incontro con Dio amore trasforma la vita delle persone. Chi incontra il movimento ha bisogno di un rapporto più vivo con Gesù, e noi vogliamo testimoniare la nostra esperienza di vita personale e familiare per condividerla, perché l’indifferenza religiosa ci spinge a diventare cristiani che vivono il Vangelo in maniera viva per essere Chiesa che vive il suo appuntamento con la storia». Accomunato dagli stessi sentimenti di amore, testimonianza viva dell’esistenza, anche il Movimento del Cursillo di Cristianità. «Bisogna riscoprire i riferimenti importanti nella nostra vita - ha detto Armando Bonato -, per riscoprire la Chiesa come comunità dei credenti e ritornare a vivere con Gesù per fare ritornare centrali quei valori che sono fondamentali nella nostra esistenza».Amore, valori, dimensione reale dell’esistenza, riferimenti che portano univocamente verso una sola strada: quella di accompagnare il nostro prossimo sul sentiero verso Dio che ama tutti i suoi figli. Rendersi, come suggeriva monsignor Pizziol, «compagni di strada di chi non vive più il suo battesimo senza giudicare, ma cercando di offrirgli itinerari molteplici e multiformi».
Leandra Pelle


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 29-GEN-14
 

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