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"E‘ stato come tornare al tempo degli Atti degli Apostoli".
Gli ultimi giorni della visita di mons. Pizziol alle missioni vicentine in Camerun
Incontro con la comunità di Zekelè
Incontro con la comunità di Zekelè

Sta giungendo al termine il viaggio di mons. Beniamino Pizziol in terra d’Africa. Domenica sera (19 gennaio 2014) lo abbiamo raggiunto telefonicamente nella missione di Loulou, nel nord del Camerun, dove operano don Maurizio Bolzon e don Leopoldo Rossi. Completata la visita alla missione di Tchére  (vai alla cronaca), il Vescovo, accompagnato da don Arrigo Grendele, è partito infatti diretto a nord, regioni ancora più povere e segnate da notevoli difficoltà di trasporti e di comunicazione.  
Durante il viaggio una sosta nella città di Maroua per salutare il vescovo locale mons. Philippe Stevens. Il presule - di origine francese e prossimo alla pensione - ha manifestato la propria preoccupazione per il futuro: “Da quando sono qui i rapporti tra cristiani, musulmani e appartenenti alle religioni tradizionali sono sempre stati ottimi, non solo di rispetto reciproco, ma anche di amicizia e collaborazione. In questi ultimi tempi è cresciuta invece la presenza di gruppi islamici integralisti (provenienti soprattutto dalla Nigeria, n.d.r) che hanno un peso sociale e politico crescente. Qui i burqa non si erano mai visti, ora sono diffusi. Hanno perfino cercato di impedirmi di parlare con il presidente della Repubblica quando è venuto a visitare la città e ora frappongono mille ostacoli alla costruzione della nostra nuova cattedrale”. Il nuovo vescovo di Maroua sarà probabilmente un camerunese, nella speranza che questi focolai di integralismo non si propaghino in un Paese tradizionalmente accogliente e pacifico.
La visita alla missione di Loulou è iniziata subito incontrando il capo del villaggio. “Ho visitato quest’uomo nella sua capanna - dice mons. Pizziol - e ho avuto l’impressione di una persona molto saggia, buona, erede di una lunga storia. E’ musulmano, ma si dice amico dei preti e della Chiesa. E’ lui che ha concesso a nome della sua comunità la terra per edificare la nostra missione. E’ grato alla Chiesa Cattolica per quanto opera con gratuità per migliorare la vita della sua gente. Anche a Loulou i preti vicentini hanno impiantato una scuola primaria che attualmente offre la possibilità di una istruzione a circa 280 bambini". I piccoli hanno toccato il cuore del Vescovo: “I bambini sono moltissimi, ma il tasso di mortalità è purtroppo molto alto. In ogni comunità che abbiamo visitato in questi giorni ti vengono incontro a frotte, sempre sorridenti, desiderosi di far festa. Ho pensato a loro come agli innocenti di cui parla il Vangelo. La spada di Erode, che qui prende il nome di malnutrizione, malattie endemiche, analfabetismo, pende sulle loro piccole e inconsapevoli vite. Si vorrebbe poter fare di più per loro, ma è un intero sistema che dovrebbe cambiare”.  A Yagoua il 17 gennaio il Vescovo ha visitato anche un grande centro per bambini disabili gestito dai sacerdoti del Pontificio Istituto Missioni Estere.  
Ma l’esperienza più bella e toccante dal punto di vista della fede è stata quella di sabato 18 gennaio. “Ci siamo recati nelle zone più lontane e disperse della missione - dice mons. Pizziol - nel villaggio di Zamà. Gli abitanti di questo villaggio erano infatti venuti a contatto con un catechista cattolico e avevano chiesto di iniziare una nuova comunità cristiana.  Per questo siamo andati a parlare con loro per capire se l’esperienza è possibile. Don Maurizio e don Leopoldo hanno invitato i capi villaggio e tutte le persone interessate ad una riunione. Ci siamo seduti sotto un albero e sono arrivate circa 200 persone. Abbiamo discusso per oltre tre ore. Don Maurizio ha ricordato che la Chiesa Cattolica non viene solo per portare l’acqua, le medicine, la scuola, ma prima di tutto per annunciare il Vangelo di Gesù e che diventare cristiani comporta delle scelte di vita precise (come abbandonare la poligamia e non ubriacarsi). Alla fine i capi villaggio si sono impegnati a mettere a disposizione la terra necessaria per garantire il sostentamento al catechista che inizierà ad annunciare loro il messaggio cristiano. Ho assistito ad una vera implantatio ecclesiae, è stato emozionante come tornare al tempo degli Atti degli Apostoli”.  Questa sera (lunedì 20 gennaio 2014) il Vescovo e don Arrigo intraprenderanno il viaggio di ritorno in Italia dove dovrebbero arrivare a mezzogiorno di mercoledì.
 
Alessio Graziani
 

Il Vescovo Beniamino Pizziol in visita alla missione vicentina nella parrocchia di Loulou (Camerun).
Da sinistra: a colloquio con una ammalata; con la comunità di Uro Nanghe; veduta panoramica della savana


Ultimo aggiornamento di questa pagina: 22-GEN-14
 

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