Diocesi di Vicenza
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Lunedì 13 Luglio 2015
Sii monaco nella vita quotidiana   versione testuale
I consigli di Don Gabriele Gastaldello per vivere bene il tempo dell'estate






 
In estate i ritmi di vita rallentano, ma il tempo dedicato al riposo rischia per molti, soprattutto anziani, di diventare un tempo di pesante solitudine. Non è un caso che proprio in questi mesi estivi si acutizzino quelle forme depressive che affliggono tante persone.
 
Anche i Padri della Chiesa parlavano dell’accidia, ovvero di quel sentimento di noia che porta a cedere al pessimismo e a disaffezionarsi alla vita. Forte della sua lunga esperienza come prete fidei donum in Oriente (India e Thailandia) don Gabriele Gastaldello diffonde da tempo, attraverso la buona pratica della Scuola del Villaggio e i suoi “fogli messaggio”, consigli utili per vivere in modo calmo, sereno e pacificante.
 
“Ciascuno di noi – spiega don Gabriele – può abitare il proprio monastero interiore, cioè quel luogo in cui sostare e rilassare le membra, calmare i respiri, pacificare le emozioni, superare l’ansia del fare”. Solitudine non vuol dire insomma necessariamente noia e isolamento. Ma quali sono le proposte e gli impegni per dare una qualità diversa alla propria vita? “Innanzitutto – spiega don Gabriele – è necessario imparare a vivere il silenzio non come vuoto, ma come un tempo per entrare in relazione con sé stessi. La solitudine che temiamo essere un deserto, si può rivelare invece un meraviglioso giardino. Il silenzio è la più grande rivelazione”.
 
Il tempo dell’interiorità deve però essere bilanciato da quello della socialità: “Ciascuno di noi – continua don Gastaldello - può coltivare qualche relazione gratuita e significativa. Sono quelli che amo chiamare amici-per-la-vita, persone con cui condividere nella semplicità la Messa quotidiana, un caffè al bar e soprattutto lo scambio di esperienze e parole belle. Troppe volte amiamo indugiare nei nostri discorsi sugli aspetti negativi della vita. Impariamo invece a raccontare il bene e il bello che vediamo e sperimentiamo”.
 
A questo consiglio si collega un altro suggerimento importante: scrivi le parole belle della tua vita. “Le parole scritte – spiega ancora don Gabriele – si sedimentano meglio nella memoria e ci fanno compagnia. Per questo consiglio sempre a tutti di tenere carta e penna nel taschino per raccogliere i messaggi positivi che passano per la nostra mente o che sentiamo dagli altri. Ciascuno di noi può essere autore di un libretto autobiografico, che non si scrive perché debba essere pubblicato e letto da altri, ma solo per nutrire la nostra personale umanità”.
 
Ma tutto questo non rischia di essere un po’ troppo intellettuale? “Come i benedettini, possiamo fare nostra allora la regola preziosa ora et labora e dedicarci all’ortoterapia. Io vivo in centro storico ma sulle finestre di casa mia ho dei grandi vasi in cui coltivo di tutto. L’orto è più utile per l’equilibrio psichico che per i prodotti che dà.
Grazie all’orto posso trovare armonia tra mente, corpo e spirito”.
 
Insomma, don Gabriele insegna che per vivere bene d’estate (e non solo) dobbiamo essere un po’ monaci (cioè unificati): “Non c’è gioia nel vivere agitati, frammentati, tormentati da pensieri negativi. Sii monaco nella tua vita quotidiana e troverai equilibrio e serenità”.

Alessio Graziani
 
 
Nel video: l'intervento di don Gabriele Gastaldello in occasione del 14° Seminario Romano del Convivio.