Diocesi di Vicenza
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(chiesa parrocchiale di Gazzolo d’Arcole, 2 gennaio 2019)
LITURGIA FUNEBRE PER DON TEOBALDO FALIVA
(chiesa parrocchiale di Gazzolo d’Arcole, 2 gennaio 2019)








 

       Siamo riuniti insieme per consegnare al Signore della vita il nostro fratello sacerdote don Teobaldo Faliva, parroco di questa comunità: un sacerdote buono, discreto e umile, un prete che cercava di andare incontro a  tutti con semplicità e dolcezza.

 

       Don Teobaldo fu ordinato presbitero a Vicenza il 16 giugno 1974 dal vescovo Arnoldo Onisto, insieme ad altri 10 compagni. Fu inviato come vicario cooperatore prima a Torrebelvicino, poi a Sant’Antonio di Marostica e a Cornedo Vicentino. Nel 1985 venne nominato parroco di Cerealto, poi a Sabbion, quindi a Roveredo di Guà e dal 2012 parroco a Gazzolo d’Arcole. Dopo una breve malattia, ha concluso la sua vita terrena presso l’Ospedale civile di San Bonifacio, sabato 29 dicembre dell’anno appena trascorso.

 

       Conoscevamo i suoi problemi di salute ma non pensavamo che si aggravasse in così breve tempo, fino ad arrivare alla morte. Ho conosciuto bene don Teobaldo in questi anni del suo ministero, ci siamo incontrati più volte per affrontare insieme alcune scelte pastorali che gli stavano particolarmente a cuore, ma sempre con il timore di sbagliare e di non fare il bene della comunità. In quest’ultimo periodo, ci siamo sentiti spesso al telefono per condividere da fratelli il momento della prova della malattia. Si era disposto a rimanere isolato in canonica per alcuni mesi nella speranza di vincere il male e di tornare a servire la sua amata comunità. E proprio tra la canonica e l’ospedale, don Teobaldo ha celebrato con fede sofferta il Santo Natale.

       Nel silenzio ha contemplato la nascita del bambino Gesù, il Figlio di Dio che è venuto ad abitare in mezzo a noi e lo ha accolto con le parole che abbiamo ascoltato nel Libro dell’Apocalisse: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate» (Ap 21,3-4).

 

       Don Teobaldo aveva piena consapevolezza della grave condizione di salute in cui si trovava ma, oltre alla speranza della guarigione, viveva nella fede in Gesù Cristo, Crocifisso e Risorto, Colui che ha conosciuto la sofferenza e la morte e con la sua Resurrezione è diventato per ciascuno di noi garanzia e promessa della nostra futura risurrezione. Con questa fede don Teobaldo è vissuto e con questa fede è morto.

 

       Scrive un suo compagno di ordinazione: “Era un sacerdote semplice, umile, che amava quello in cui credeva e che faceva, soprattutto le persone che incontrava e che accoglieva con generosità e affetto.. Cercava con tutte le sue forze di aiutare i fratelli, i giovani in modo particolare, a vivere una vita di fede approfondita, sostenuta dalla preghiera e dalla Parola di Dio. Era generoso e obbediente, disponibile a compiere il proprio servizio pastorale dove gli veniva richiesto”.

 

       Sentiamo come rivolte proprio a don Teobaldo le parole che Gesù ha detto ai suoi discepoli: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio peso leggero» (Mt 11,28-30).

 

       In questo momento, vogliamo offrire al Signore la bella testimonianza di vita che ci ha reso don Teobaldo perché lo accolga tra le sue braccia misericordiose; ma vogliamo anche ringraziare e benedire il Signore per il dono fatto alla Chiesa di Vicenza nella vita buona di questo sacerdote, un credente dal cuore di fanciullo e dalla fede forte.

 

       Il cero acceso accanto alla bara è il simbolo di Cristo risorto, la luce del mattino, che sconfigge le tenebre e introduce i figli di Dio nel giorno senza tramonto.

       La Chiesa onora con l’acqua benedetta questo nostro fratello sacerdote nel ricordo del suo Battesimo e profuma con l’incenso il suo corpo, perché crede che un giorno risorgerà.

       Sia pace a don Teobaldo! Noi lo affidiamo alla Santa Madre di Gesù, la Madre di Dio, di cui egli era tanto devoto, e lo affidiamo ai Santi e ai Beati della nostra Chiesa di Vicenza perché lo accompagnino a Dio, Padre buono e misericordioso, nella sua dimora di luce di pace.

 

       E tu, don Teobaldo, intercedi per la nostra diocesi, perché il Signore la benedica con la grazia di numerose e sante vocazioni al Sacramento del Matrimonio, alla Vita Consacrata e al Ministero Ordinato. Amen.

 
† Beniamino Pizziol


Vescovo di Vicenza